Francesco Musotto Con quale faccia ?
Con quale faccia, ha l'On. Musotto cercato di prendere i Siciliani all'estero per il culo ?

 

"Non si scioglierá mai il legame con i nostri fratelli che hanno lasciato l'Isola ", questo é quanto avrebbe detto Francesco Musotto, in un'intervista rilasciata al bimestrale L'Isola, edito in Belgio da Francesco Paolo Catania che gli ha dedicato tutta la copertina dell'edizione Marzo/Aprile 2003 ed una pagina intera per corteggiare l'Elettorato dei Siciliani residenti all'estero.
L'Isola, che raggiunge i Siciliani in tutto il mondo, é lo stesso periodico che l'anno scorso ha pubblicato un paio di articoli sulla triste vicenda che vede la palermitana Sig.ra Margherita Caminita, sequestrata in Gran Bretagna e tradita dall'Italia.
Francesco Musotto é, pergiunta, un Deputato al Parlamento Europeo ed é uno di quelli che NON hanno partecipato alla PETIZIONE al PARLAMENTO EUROPEO per la liberazione della Sig.ra Margherita Caminita.
Verso l'inizio del 2002, ripetute circolari sono state mandate a mezzo posta elettronica a tutti i Membri italiani del Parlamento Europeo, ivi incluso Musotto (fmusotto@europarl.eu.int), per senzibilizzarli sulla necessitá di intervenire a tutela della Sig.ra Caminita. L'on. Francesco Musotto ha peró preferito mettere la testa sotto la sabbia e far finta di nulla.
Ora, peró, é tempo di elezioni in Italia, e l'on. Musotto si ricorda dei Siciliani !


Francesco MUSOTTO - Forza Italia -

Nato a PALERMO il 02 Gennaio 1947

Residente in Palermo

1969 Laurea in Giurisprudenza

1974 Divenuto Avvocato

1972-1975 Consigliere del Comune di Cefalù (Palermo)

1983-1986 Deputato all'Assemblea Regionale Siciliana

1994-1995 Presidente della Provincia Regionale di Palermo

1995 Novembre, Viene arrestato, mentre in carica come presidente della provincia di Palermo, per un'ipotizzata associazione mafiosa e per ospitato nella sua casa il boss LEOLUCA BAGARELLA, cognato di TOTO' RIINA, candidato a succedergli alla guida di Cosa Nostra; arrestato il 24 giugno 1995, ma già condannato a marzo all'ergastolo per l'omicidio del capo della Mobile di Palermo

1996 Divenuto "Imprenditore Agricolo"

1998 Aprile, Francesco Musotto, ex presidente della Provincia di Palermo, assolto dall' accusa di concorso esterno in associazione mafiosa.

1998 Consegue un diploma di "Agrotecnico"

1998-2003 Presidente della Provincia Regionale di Palermo

La Padania, organo del partito della Lega Padana

 

 

Tratto da La Padania - 15 Luglio 1999 - http://www.lapadania.com/1999/luglio/15/150799p12a6.htm
Francesco Musotto era "consapevole dell’appoggio elettorale ricevuto dalla mafia", il Tribunale ha impostato la sentenza di primo grado in modo a lui "benevolo", e dunque deve essere condannato a nove anni di carcere. Nel processo di appello al neo eurodeputato di Forza Italia e presidente della provincia di Palermo, Francesco Musotto, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, il pubblico ministero Anna Maria Leone non sposta la linea dell’accusa sostenuta in primo grado e invita i giudici di appello a condannare l’esponente politico accusato di collusioni con Cosa Nostra ma assolto in primo grado. Il pm critica quel verdetto: "I giudici hanno minimizzato le parole del pentito Anzelmo che sostenne di essere stato avvertito di un imminente arresto da Musotto - ha detto il pg - la corte dovrà riscrivere la sentenza nei corretti termini giuridici". Secondo l’accusa Musotto avrebbe ricevuto appoggio elettorale dai boss nelle provinciali del ’94, e la vicenda della mancata costituzione di parte civile della Provincia in un processo di mafia 'indica il disagio di Musotto nel porsi contro l'organizzazione. Pene più alte sono state chieste per il fratello Cesare (6 anni), e per Francesco Bonomo (8 anni e 4 mesi).

I I I N C R E D I B U L E !!!

MUSOTTO   "UOMO DELL'ANNO"   2003


per gli ITALO-AMERICANI del NEW JERSEY

"Vi porto la testimonianza di una Sicilia in cammino, verso una crescita che deve liberarla definitivamente dalla più antica ed intollerabile schiavitù: la mancanza del lavoro".
Ha esordito così il Presidente della Provincia di Palermo Francesco Musotto, a Garfield (Usa) al momento di ricevere la targa "Man of the year", assegnatagli dalla federazione italiana del New Jersey in rappresentanza delle comunità italo-americane presenti nelle 48 contee dello Stato del New Jersey.
Il Presidente della Provincia ha ricevuto il premio dal console d'Italia a New York Giorgio Radicati e dal presidente della contea di Bergen, gemellata con la Provincia, Pat Schuber, da Mc Grevy, Governatore del New Jersey.
Alla cerimonia erano presenti quasi 600 persone tra imprenditori, non soltanto di origine italiana, e rappresentanti dei vari schieramenti politici.
Al presidente Musotto sono anche state consegnate, dai sindaci di tutti i comuni della Contea, le chiavi delle rispettive cittadine.
Il riconoscimento a Musotto è stato assegnato per "il suo impegno e la sensibilità manifestata nei confronti delle comunità italo-americane del New Jersey, che ha portato a rinsaldare i legami degli emigrati o dei loro discendenti con la terra d'origine".
Rivolto ai numerosi italo-americani presenti al "Venetia restaurant", sede della manifestazione, Musotto ha auspicato che "le generazioni successive possano scoprire questa immensa ricchezza, rappresentata dai nostri emigrati considerandola come una opportunità di un impegno di lavoro e quindi di un ritorno.
Aver ricevuto questo riconoscimento costituisce motivo di gratificazione e di grande e mozione.
I cambiamenti in Sicilia sono molti ma le radici restano quelle di sempre.
E questo genera quel legame tra noi che ci fa sentire "Sicilia" anche quando siamo lontani.
Questo riconoscimento è anche un impegno da parte mia per continuare ad operare per il progresso della nostra terra, per un avvenire migliore dei nostri giovani".
Musotto ha enunciato nel corso della premiazione ha detto:.
Incontrare dei siciliani in qualche parte del mondo è sempre un "ritorno in Sicilia", tanto forti sono i legami di storia e di cultura che ci uniscono da farci sentire "Sicilia" anche quando ne siamo fisicamente assai lontani.
Negli occhi di ogni siciliano, difatti, risplendono i colori, i panorami, le bellezze di un'Isola che segnano non solo la nostra appartenenza ma anche la nostra stessa vita.
Una storia assai difficile e travagliata è quella della nostra terra che oggi vive un momento di grande interesse per assai profondi e radicali cambiamenti.
Mi piace ricordare qui in America, lo scrittore e giornalista americano Hugh Pond che, descrivendo le fasi dello sbarco della Settima Armata americana in Sicilia, così parlava della nostra terra nel 1943 : "Ogni paese ha la sua piazza dove, in alcune ore del giorno, si radunano uomini di tutte le età, per cercare lavoro o semplicemente per passare il tempo; bambini scalzi e sovente cenciosi ruzzolano e giocano tra le gambe degli adulti o si azzuffano nei rigagnoli di fango.
Sono quasi tutti denutriti ed in molti casi il loro corpo reca segni evidenti delle malattie.
Fattori dei fondi vicini contrattano con gli uomini il compenso di una giornata di lavoro, chi si ac-contenta di meno viene assunto".
Quella Sicilia non c'è più.
E questo grazie, anzitutto, al lavoro dei siciliani ed anche al sacrificio di quanti hanno deciso di emigrare, mantenendo un rapporto vitale con la terra d'origine.
Rimangono aperti problemi complessi, come quelli della piena occupazione, ma la Sicilia descritta dall'inviato americano non esiste più.
Da quella Sicilia del 1943 ebbe origine quella forte emigrazione di quel decennio.
L'emigrazione con le grandi navi, la Vulcania e la Saturnia, con viaggi lunghissimi e con una meta, la grande America, di cui gli emigranti di quel tempo sconoscevano anche la lingua.
Ed a partire erano sempre i mi-gliori, quelli che non si rassegnavano ad una vita di stenti e che avevano la volontà di cercare nuovi sbocchi e nuove soluzioni.
Diventa assai difficile, oggi, con la rapidità dei mezzi di comunicazione e la velocità dei mezzi di trasporto, capire quanto grande fosse il sacrificio di quella generazione, quanto grande il rischio di quell'avventura.
Ritornare sarebbe stato un clamoroso fallimento e nonostante un enorme carico di sacrifici e di privazioni, nessuno tornò indietro.
Qui si riscopre per intero il carattere del siciliano, la forza della sua volontà, il peso della sua determinazione.
Vi ringrazio per questo grande esempio che avete dato alla Nazione che vi ospita ed alle generazioni più giovani della nostra terra di Sicilia.
Siete il nostro orgoglio.
Siete i più grandi ambasciatori della Sicilia.
Quella generazione portava e porta con sè i valori della storia, della cultura, delle tradizioni in cui ciascuno si riconosceva e riconosceva gli altri con le stesse origini. E quei valori furono segni di identità e, talvolta, di rifugio e di difesa. Oggi quei valori sono divenuti i punti di forza dello sviluppo della nostra terra.
Le bellezze del paesaggio, i colori del mare, le "pietre antiche" dei castelli, delle torri, delle masserie, delle chiese, dei palazzi; i prodotti della nostra terra in forme nuove, il lavoro dei mastri artigiani, la storia con i suoi monumenti, le opere d'arte, i teatri antichi sono la materia prima di uno sviluppo che crea reddito ed occupazione.
La Sicilia si apre ad un nuovo avvenire proprio sulle ricchezze che possiede e che sino ad ora sono rimaste inutilizzate.
Vi porto la testimonianza di una Sicilia in cammino, verso una crescita che deve liberarla definitivamente dalla più antica ed intollerabile schiavitù : la mancanza del lavoro.
Mi auguro che le generazioni successive che da voi hanno avuto origine, vogliano scoprire questa immensa ricchezza riguardandola anche come opportunità di un impegno di lavoro e, quindi, di un ritorno.
Avere oggi da voi il riconoscimento come uomo dell'anno, per le cose che sinora ho detto, costituisce motivo di gratificazione e di grande emozione.
I cambiamenti in Sicilia sono molti, ma le radici restano quelle di sempre.
E questo genera quel legame tra noi che ci fa sentire "Sicilia" anche quando siamo lontani.
Ma un riconoscimento è anche un impegno, il rinnovarsi di un impegno.
Nel mio caso significa continuare ad operare per il progresso della nostra terra, per un avvenire migliore dei nostri giovani.
Un cammino già tracciato e sul quale continuerò senza sosta e senza tentennamenti.
Credo che questo intendevate dirmi con il vostro riconoscimento ed io ne colgo tutta la responsabilità e tutto l'impegno.

M I N C H I A T E !!!

 
 
CRIMINI IGNORATI sono CRIMINI PROMOSSI ed AVALLATI !