campagna per la liberazione di 
Margherita Caminita

Trascrizione del testo denuncia-querela del Luglio 2001

Alla Procura della Repubblica Italiana
presso il Tribunale di Palermo.

Io sottoscritto Francesco Errante di Vincenzo e di Margherita Caminita...
...unico figlio della Sig.ra Margherita Caminita e suo rappresentante legale, con procura generale e poteri persistenti anche in caso di malattia mentale,
espongo quanto segue :

Valga la presente denuncia-querela a tutti gli effetti di legge.

Il Ministero per gli Affari Esteri ha, sin dal 1999, deliberatamente omesso di prestare assistenza alla Sig.ra Caminita ed in particolare omeso di procedere a tutto ció che si evince nella lettera a me indirizzata dal Capo dell'Uff. Direzione Generale Emigrazione ed Affari Sociali e datata 11 Maggio 1999 (All.1) e principalmente il Ministero degli Affari Esteri, ha omesso di far sottoporre mia madre ad una accurata visita medica da parte di medici indipendenti dal Servizio Sanitario Britannico, come da me richiesto, al fine di accertarne le reali condizioni psico-fisiche della stessa, che veniva e viene tuttora trattenuta contro la sua volontá ed isolata al fine di non permetterle di testimoniare su come a Bedford U.K. si siano ammazzate dozzine di anziani .
A seguito dell'ottenimento di nuovi elementi probatori, verso la fine dello scorso anno 2000, la Dott.ssa Rita Pal dell'Associazione NHS-Exposed ha chiesto all'Ambasciata italiana in Londra di intervenire al fine di poter accertare le condizioni di salute mentale di mia madre . Anche questa rinnovata richiesta é state disattesa e sempre piú evidente si é fatta la volontá degli organi ministeriali di celare la veritá su mia madre .
L'Ambasciata ed il vice-consolato in Bedford hanno anche tentato di diffamarmi per scoraggiare la Dott.ssa Pal dal continuare a ricercare la veritá sul perché mia madre si trovasse in un condizione cosí anomala .
Il Ministero degli Esteri omettendo di farne accertare ufficialmente lo stato psico-fisico ha continuato ad impedire ch'io potessi dimostrare che la stessa fosse in grado d'intendere e di volere .
Il Ministero degli Esteri ostruendomi nell'ottenere gli accertamenti indipendenti sulla salute mentale di mia madre mi ha impedito di dimostrare che Bedfordshire County Council e i suoi associati la stessero, trattenendo illegalmente prigioniera ed isolata contro la sua volontá per ostacolare il corso della Giustizia .
Il Ministero degli Esteri in base a quanto riferitogli dall'allora vice-console Claudia Caggiula, era ben consapevole delle effettive condizioni di mia madre.
Dai documenti che ho ottenuto col mio primo ricorso alla Magistratura italiana e che si riferiscono al mese di Dicembre 2000 é chiaro che anche il nuovo vice-console Maria Lucia Corneli non abbia avuto dubbi sull'integritá mentale di mia madre e dal confronto con la predetta lettera del Ministero degli Esteri (All.1) si evince che il Ministero degli Affari Esteri fosse sempre stato a conoscienza delle sue buone condizioni psichiche .
Inoltre, é da notare che se la Sig.ra Margherita Caminita fosse stata realmente incapace il vice-consolato avrebbe dovuto interessare il Console Generale d'Italia a Londra per promuovere un procedimento di interdizione o inabilitazione a norma dell'Art. 31 del Decreto del Presidente della Repubblica del 05 Gennaio del 1967 nr.200 , ma questo non é stato fatto e ció comprova che il Ministero ha sempre saputo che la Sig.ra Caminita é capacissima d'intendere e di volere e che la sua permanenza in isolamento presso le strutture di BUPA Health Care é totalmente contro la sua libera volontá e quella dei suoi cari .
Ritengo che il Ministero degli Affari Esteri non possa esimersi dal riconoscere di essere sempre stato a conoscenza del fatto che la Sig.ra Margherita Caminita venisse tenuta isolata dal mondo con l'abuso di strumenti legali inglesi imperneati su una inesistente incapacitá mentale .
Ritengo che il Ministero degli Affari Esteri abbia tradito i suoi connazionali : mia madre, me e la mia famigli tutta .
Ritengo che il Ministero per gli Affari Esteri abbia taciuto per favorire o comunque proteggere, le attivitá illecite compiute in Inghilterra nell'ambito dei tagli alla spesa sanitaria e del controverso processo di privatizzazione del Servizio Sanitario Nazionale britannico.
Ritengo che il Ministero per gli Affari Esteri omettendo di far accertare le reali condizioni di mia madre abbia mancato di impedire (Art.40 C.P. ultimo comma) che la stessa continuasse a giacere ridotta in una condizione analoga alla schiavitú (Artt.600 & 604 C.P.).
Ritengo che il Ministero per gli Affari Esteri omettendo di far accertare le reali condizioni di mia madre abbia anche ostacolato il mio diritto alla Giustizia .
Ritengo che il Ministero per gli Affari Esteri, Bedfordshire County Council e i suoi associati abbiano confidato nel sopraggiungimento della morte di mia madre, sfortunatamente per questi galantuomini, mia madre é ancora viva ed io sono in possesso delle prove che ella non é demente e che gode pure di ottima memoria .
Ritengo che sia responsabilitá della Repubblica Italiana intervenire per mezzo dei suoi poteri sia Giudiziario che Esecutivo (Art.40 C.P.) per liberare e rimpatriare la Sig.ra Caminita .
Ritengo che oltre al nostro Codice Penale anche la Legge n.848 del 4 Agosto 1955 dia all'Italia gli stumenti legali per intervenire attraverso il Ricorso Interstatale, Art.31 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertá fondamentali .
Ritengo che la vita di mia madre sia comunque in pericolo e non é escluso che Bedfordshire C.C. e i suoi associati rifacciano quello che hanno fatto nel 1998, ovvero la inducano in una apparente condizione di deficienza della psiche con l'uso di sostanze chimiche, allo scopo di renderla inattendibile. Ora peró, questo strataggemma potrebbe soltanto dar forza al mio discorso ed un riverificarsi del deterioramento rapido delle condizioni mentali di mia madre in coincidenza di eventi processuali genererebbe non pochi dubbi e temo che Bedfordshire County Council possa, invece, decidere di sopprimere mia madre definitivamente nel tentativo di evitare che possa nuocere .
Ritengo che la vita di mia madre sia ora piú che mai in pericolo, visto che anche i miei appelli al nuovo Governo non hanno avuto alcun riscontro, forse perché lo stesso Governo Berlusconi avendo ardite intenzioni riformiste circa il Servizio Sanitario Nazionale italiano teme che l'opinione pubblica italiana possa essere turbata da un fatto simile .
Ritengo che anche il neonato Ministero per gli Italiani nel mondo abbia ignorare il mio appello .
Ritengo che di giorno in giorno cresca la lista di chi avendo od avendo avuto l'obbligo giuridico di salvare mia madre non é intervenuto o non interviene .

Chiedo

1.) che vengano disposte d'urgenza tutte le misure atte a determinare l'immediata liberazione ed il rimpatrio da viva di mia madre Sig.ra Margherita Caminita ;
2.) che venga disposto il sequestro del telex nr.1748 dello 06.04.1999 trasmesso dall'ex Vice-Console d'Italia in Bedford, Claudia Caggiula (codice mittente 2310705) e diretto al Ministero per gli Affari Esteri in Roma e di cui feci giá istanza di sequestro nella mia querela-denuncia del 06.04.2000 ;
3.) che venga acquisita agli atti una copia della registrazione della conversazione telefonica segretamente intercorsa tra me e mia madre il 21 Agosto 2001, disponibile sul sito internet www.margherita-caminita.com ;
3.) che venga ordinata la trascrizione del testo della conversazione e la sua traduzione giurata dal dialetto siciliano alla lingua italiana e che entrambi i documenti vengano messi agli atti ;
4.) che si indaghi a fondo su tutte le omissioni commesse dal Ministero degli Affari Esteri
e sulla condotta in merito a questa vicenda da parte dei Governi succedutisi dal 1998 ad oggi ;
5.) che si individuino tutte le responsabilitá e ne vengano puniti i relativi colpevoli ;
6.) che si tenga presente la mia manifesta volontá querelatoria anche per altri reati che potranno emergere dalle indagini .
7.) di essere informato su tutti i provvedimenti relativi alle mie istanze e su tutto quello che il Codice di Procedura Penale mi dá facoltá di poter sapere, ivi incluse eventuali richieste di archiviazione .
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