Campagna per la liberazione di Margherita Caminita

Stai leggendo un documento del sito www.Margherita-Caminita.com.

Margherita Caminita é una delle molteplici vittime della privatizzazione della sanita', della globalizzazione degli interessi negli ospedali, delle truffe delle amministrazioni locali ed ospedaliere e della mancata tutela del cittadino da parte del potere politico e giudiziario in Europa.
Margherita Caminita, nata a Palermo nel 1926, si trova attualmente "sequestrata" in Inghilterra, (Gran Bretagna) nelle mani della corrotta Amministrazione Regionale di Bedfordshire che cerca in tutti i modi di impedirle di testimoniare...  per saperne di piú su come l'Italia abbia tradito ed abbandonato Margherita Caminita e la sua famiglia VAI ALLA PAGINA PRINCIPALE

Per giorni ci siamo visti cancellare dal forum del Maurizio Costanzo Show un nostro messaggio contenente proprio questa semplice domanda: "Perché il Sig. Costanzo, che tanto dice di interessarsi agli anziani ed ai deboli, non ritiene opportuno parlare della nostra Connazionale, Sig.ra Margherita Caminita ?"

Vista la nostra persistenza, la Redazione ci ha comunicato quanto potete leggere all'interno dell'immagine quí appresso.

Una risposta, peró, ancora non l'abbiamo ricevuta dal Sig. Costanzo !

Messaggio pubblico della Redazione web del
 Maurizio Costanzo Show, g.02/05/2002, - Abbiamo giá la tua richiesta alla redazione televisiva.
 Ci sembra pertanto inutile che si continui ad intasare tutti i forum con lo stesso messaggio.

DIETRO LO SCHERMO DELLA TV

Copertina del libro 'Maurizio Costanzo shock' Riccardo Bocca
MAURIZIO COSTANZO SHOCK
Affari, potere, alcova: i retroscena del telegiornalista più famoso d'Italia
Pagg. 159 – € 12,91
Kaos Edizioni

Appalti privati, pubbliche virtù: soci nell'ombra, maneggi e miliardi - L'arrampicata al successo dalle interviste inventate, alla Tv in ginocchio - Presunto cretino, sicuro bugiardo: la carriera nella Loggia segreta P2 - Il voltagabbana: elettore democristiano, e aspirante onorevole pannelliano - Garante di malaffare: il sodalizio Tv col ministro-ladro Francesco De Lorenzo - Molestie sessuali: un'attrice racconta - Alla corte di Berlusconi: contro la legge, in difesa del monopolio Fininvest - Agenzia matrimoniale: la colonnella, la crocerossina, la camionista - Pronto per tutte le stagioni: a sinistra della Destra, a destra della Sinistra...

 

RICCARDO BOCCA (Milano, 1964), ha lavorato presso la redazione de “l'Unità”. Giornalista professionista dal 1991, è stato caposervizio del settimanale “L'Europeo” e vicedirettore del mensile “Class”.

 

Sfidare i potenti è, oltre che rischioso, frustrante. Me ne sono reso conto, ancora una volta, leggendo lo scorso numero di Golem. Tra i vari interventi, c’era quello di Aldo Grasso titolato "Riflessioni per un libro. Anzi due, o forse tre". Riguardava il Maurizio Costanzo Shock, un’inchiesta che ho pubblicato presso la Kaos edizioni. Centosessanta pagine di notizie verificate con relativi documenti e testimonianaze che hanno un’unica pretesa: raccontare ai lettori la scomoda verità sul telegiornalista attualmente più potente d’Italia. Bene: Grasso, nel suo intervento, ha preferito non riferire nessun episodio specifico contenuto nel pamphlet. Ma ha comunque espresso in modo chiaro il suo giudizio dicendo che "Il libro è frutto di uno scrupoloso lavoro di ricerca". Nè più nè meno. Lo ammetto: mi aveva fatto piacere constatare come il mio lavoro fosse stato apprezzato. E mi sono trovato d’accordo con Grasso anche quando si è detto convinto che il mio "è un classico libro su cui il giudizio più efficace lo potrebbe dare soltatno la magistratura". Mi chiedo, però, per quale motivo il professore non abbia riferito che, proprio riguardo ad un capitolo del libro sui rapporti tra Costanzo e il Comune di Roma, ho presentato un esposto alla Procura di Roma e uno alla Corte dei Conti. E’ un tabù parlare di questi argomenti? Come mai Grasso dice soltanto che "sarà interessante seguire gli sviluppi e vedere se Maurizio Costanzo adirà le vie legali"? Invoco par condicio. Ma pazienza. In fondo c’era di peggio nel prosieguo dello scorso numero di Golem. Ho infatti trovato un intervento dello stesso Costanzo che replicava ad Aldo Grasso. A modo suo, indossando la coppola di Pirandello e ricordandogli come le commedie si discutono al terzo atto: "Se poi Lei ritiene attività scrupolosa un killeraggio - aggiungeva Costanzo -, la lascio della sua idea". Parole che hanno fatto il loro effetto. Non a caso Grasso ha scelto in corsa di replicare alla replica. Anche lui a modo suo, scappando da quello che aveva scritto in precedenza: "Ho usato un solo aggettivo che può sembrare sbilanciato, ed è "scrupoloso" - ha rinculato -. Mi pareva ….più elegante di ‘ossessivo’, ‘smodato’, ‘imperversato’. Non sono entrato nel merito e non ci voglio entrare". Invece, con questa altalena di aggettivi non proprio affettuosi rivolti al mio libro ci è entrato, caro professor Grasso. E ha mostrato ai lettori come Costanzo sappia riportare subito all’ordine chi lo critica, anche solo di sponda. Di più: ha fatto vedere fino a che punto coraggio e coerenza, quando interviene il piccolo grande uomo del Parioli, vengono accantonati in attesa di tempi migliori. Non è una critica, sia chiaro: solo un dato di fatto. Anch’io, naturalmente, non voglio entrare nel merito.

Riccardo Bocca (05/12/96)

 

Ma cosa succede Sig. Costanzo? Dove vuole arrivare?

A circa 3 anni dalla nostra segnalazione, Maurizio Costanzo é costretto dalle cronache a parlare delle torture inflitte agli anziani.

Maurizio Costanzo Show, Raccontando - Puntata del 17 Dicembre 2004

Villa Elisa , Trigoria , Roma , Casa di riposo abusiva - Lager - Luogo di torture L'operazione dei Carabinieri dopo la denuncia di un parente

Scoperto un istituto abusivo, si pagavano mille euro al mese

Anziani legati in una casa - Cinque arresti a Roma

ROMA - Sedati con farmaci che probabilmente nessun medico aveva mai prescritto. E anche denutriti. Legati e segregati in una casa di riposo abusiva scoperta alla periferia di Roma. Venti persone, di età compresa tra i 70 e i 95 anni, erano ospitate in pessime condizioni igienico-sanitarie e in regime sanitario abusivo. Cinque persone sono state arrestate, la responsabile della struttura - una commerciante in pensione - e quattro romeni di cui due senza il permesso di soggiorno. Le accuse per i cinque, che ora si trovano a Regina Coeli e Rebibbia, sono sequestro di persona, maltrattamenti ed esercizio abusivo della professione sanitaria.
La retta era di circa mille euro al mese. "Il dato allucinante - sostengono i carabinieri che hanno condotto l'operazione - è che tra loro cinque sono stati trovati legati con lacci e corde e quattro erano addirittura chiusi a chiave all'interno di un piccolo vano".
Le indagini sono state avviate in seguito alla denuncia di un parente in merito a possibili maltrattamenti. I familiari credevano che la struttura fosse autorizzata. Agli anziani sarebbero stati anche somministrati medicinali vari, senza alcuna assistenza medica. Solo nei giorni di visita dei parenti, tutto sembrava normale: ma gli ospiti della casa erano stati sedati.
I Carabinieri della Compagnia di Pomezia non hanno dubbi nell'ipotizzare che a "Villa Elisa" le 20 persone anziane ricoverate avevano anche pochissimo cibo a disposizione. E quel poco che avevano, secondo riscontri dei Carabinieri e dei loro colleghi del Nas, era anche avariato come la carne trovata in un frigorifero semivuoto. Quello che non mancava, invece erano il latte e le mele. Trentasette i cartoni di latte a lunga conservazione, sequestrati dai Carabinieri nella cucina della struttura abusiva, insieme a cibi avariati, sistemati accanto a escrementi di gatto e pezzi meccanici di auto.

Ma lo spettacolo più raccapricciante i Carabinieri lo hanno trovato in una stanzetta, che inizialmente sembrava un deposito, ma che invece era una delle cosiddette stanze da letto. Una camera piccola, angusta, senza bagno e finestre, dove su due divani, dormivano in sei. Tutti rigorosamente legati e sedati, in modo da non dare fastidio e non lamentarsi.
La struttura, sequestrata dalla magistratura, in via Monotype, Trigoria (Roma) hanno raccontato poi alcuni parenti delle persone anziane ricoverate, in realtà non sembrava il lager che poi si è poi rivelato. I familiari, infatti, nel giorno di visita trovavano quasi sempre i loro congiunti lavati e tranquilli, nel bel giardino a loro disposizione. Qualche volta si limitavano ad entrare nel salone di ricevimento. Mai nelle loro stanze.
Quello che succedeva negli altri 29 giorni che li separavano dalla visita dei familiari, lo sapevano solo le 18 donne e i due uomini ricoverati a Villa Elisa.
Ma è stato proprio uno di loro, che nonostante non riuscisse più a parlare per quanti sedativi aveva ingerito, ha mostrato i polsi al figlio, facendogli notare ecchimosi che non hanno lasciato spazio a dubbi. L'uomo si è rivolto immediatamente ai Carabinieri e gli investigatori, coordinati dal capitano Collins Brait, hanno fatto irruzione, di notte, nella struttura abusiva.
Gli anziani ricoverati, con patologie più o meno gravi non erano assistiti dal punto di vista sanitario e psicologico. Per questo, per alcuni di loro, è stato necessario il ricovero in ospedali della capitale.

Tratto da La Repubblica.it del 9.12.2004

 

CRIMINI IGNORATI sono CRIMINI PROMOSSI ed AVALLATI !